Il retrodistonirismo di Susumu Hirasawa


Le cose più belle le scopri guardando cose già viste ma con altri occhi. Ascoltando con altre orecchie. O tutte e due. Per concentrarmi meglio sulle ultime modifiche a un progetto software enorme, metto in sottofondo la colonna sonora del film Paprika, del compositore Susumu Hirasawa.

Le note si diffondono piano piano dagli altoparlanti, mi tengono compagnia.
Le parole iniziano a fluire, oltre il livello consapevole.
Il testo in giapponese e la pronuncia ritmica mi fanno entrare nel flusso.

Quando ormai ho salvato l’ultimo sorgente, documentato l’ultima modifica e sono pronto per impacchettare il software da passare ai miei tester… quello è il momento in cui si affaccia la curiosità: ci vuole quasi un’ora per ricompilare tutto il progetto, e non ho proprio voglia di passarlo attaccato alla finestra di log di Android Studio.

Susumu Hirasawa cerca di andare oltre

Susumu Hirasawa cerca di andare oltre

Decido di far partire il processo e, mentre di tanto in tanto controllo l’avanzamento della procedura, vengo qui sulla finestra del browser a scrivere questo articolo. Un articolo in multitasking. Non ho usato questa parola per caso.

Cerco su Internet il testo della canzone e lo trovo su questo sito. Lo leggo, e mi sembra di essere tornato al tempo dei testi psichedelici dei Beatles di Lucy in the Sky With Diamonds.

Però, c’è un però.

Anche i Beatles ebbero una fase psichedelica... tant'è che credettero davvero che il vero Paul McCartney fosse ancora nel gruppo! (ma questa è un'altra storia...)

Anche i Beatles ebbero una fase psichedelica… tant’è che credettero davvero che il vero Paul McCartney fosse ancora nel gruppo! (ma questa è un’altra storia…)

C’è che il compositore ha lasciato un indizio per far capire che non è proprio una completa allucinazione, ma è proprio un sogno o meglio una distorsione onirica. Che c’è qualcosa di profondo che va cercato in questo testo.

「蒙昧」の文字は書けねど 未来は廉価
なべて迷信と笑え 因果のストーリー

I cannot write the word ‘ignorance’, but the future is low-priced
Laugh that this is in general a superstition. A story of karma.

Non posso scrivere la parola “ignoranza”, ma il futuro è a basso prezzo.
Rido che questa è in generale una superstizione. Una storia di karma.

Affascinato dal senso un po’ mistico di queste parole (e anche un po’ autobiografico) mi piace pensare che Susumu Hirasawa possa aver avuto la stessa idea di alcuni compositori italiani che, nei primi anni ’90, diedero alla luce il Manifesto della Distorsione Onirica. Sapete cos’è? No? Bene, allora tranquilli: per oggi niente spiegone! Seguite il link, se volete approfondire su Wikipedia.

I suoi spettacoli sono sempre interattivi.

I suoi spettacoli sono sempre interattivi.

Comunque, mi metto a cercare su Internet altri suoi pezzi, un concerto, qualcosa. Ne trovo diversi. Colpisce, di questo artista, il fatto che per ogni album solista che rilascia metta in scena un vero e proprio show interattivo, una performance che fonde computer grafica e la sua musica, per raccontare una storia.

Lo spettacolo va avanti in base a come partecipa il pubblico: per esempio, nello spettacolo del 2000 il concerto è stato impostato come se fosse un labirinto e il pubblico doveva decidere la direzione in cui andare.

Dal 1998, poi, i suoi concerti dal vivo sono interagibili anche via Internet.

È un tipo di musica, quello di Hirasawa, che si basa su campioni riprodotti con software e hardware artigianali, spesso tracce pre-registrate senza voce. Ecco perché fa piacere scoprire che utilizzò principalmente i computer Amiga fin dal 1987 per i suoi spettacoli. Usò applicazioni come Say, SCALA, Bars’n’Pipes, SuperJam! e OctaMED.

Sì, lo so, questo è un Amiga 1200 ma non son riuscito a trovare l'A500...

Sì, lo so, questo è un Amiga 1200 ma non son riuscito a trovare l’A500…

Piccolo spiegone per chi ha conosciuto i computer dopo il 2000.

L’Amiga era il marchio sotto il quale nacquero una serie di computer per uso domestico e professionale, e che avevano tutti la caratteristica di essere particolarmente avanti per i loro tempi. Pensate che il concetto di “multitasking” (ecco che ritorna questa parola) come lo conoscete oggi fu divulgato al vasto pubblico e per la prima volta proprio su quell’elaboratore.

Ma non era tutto qui.

Le sue caratteristiche grafiche e sonore lo rendevano il computer ideale per fare spettacoli live, e fu commercializzato dalla Commodore (sì quella del Commodore 64!) a partire dal 1985, quando uscì il suo primo modello, ovvero l’Amiga 1000.

No, non è il mio. Il mio sta da qualche parte in cantina dei miei genitori. Quanti ricordi!

No, non è il mio. Il mio sta da qualche parte in cantina dei miei genitori. Quanti ricordi!

Io, per non farmi mancare nulla e perché faceva molto smanettone, ero migrato dagli 8 bit del Commodore 64 ai 16 bit dell’Amiga 500, e con il tempo lo dotai addirittura di un hard disk da 20 MB (sì, avete letto bene: è una “M”) e con una espansione di memoria da 3 MB (sì, è sempre una “M”). Oggi il mio telefonino ha circa quindicimila volte più memoria, e servirebbe un palazzo (e una centrale elettrica dedicata) per tenere su tutti gli Amiga 500 necessari a fare 32 GB.

La colonna sonora di Paprika fu l’ultimo album dove Hirasawa utilizzò un Amiga per la composizione. Infatti, tutte le sequenze MIDI sono state prodotte con un Amiga 4000 grazie al programma “Bar’n’Pipes”. Questa sua esperienza è rimasta nel ricordo dei possessori dell’Amiga… ah, la compilazione è finita!, e qui termina anche il mio articolo.

... finisce la compilazione, non la musica!

… finisce la compilazione, non la musica!




Marco Spedaletti

Informazioni su spotlessmind1975

Progettista, analista e sviluppatore, ho ideato e gestito soluzioni innovative per clienti di primaria importanza, privati e istituzionali, utilizzando diverse tecniche e linguaggi di programmazione. Attualmente sono consulente per la stesura di offerte tecniche mirate, e libero professionista orientato alla soluzione di problemi attraverso l’utilizzo dei computer (Software Problem Solver).