Una mente priva di ricordi è felice? 4


La domanda parte da un film che vidi non poco tempo fa, Eternal Sunshine Of The Spotless Mind. In questa pellicola si teorizzava la possibilità di rimuovere tutti i ricordi relativi a un evento che si è concluso dolorosamente, con una apposita procedura di “cancellazione”. Scopriamo in cosa consiste!

Di per sé, l’idea non sarebbe male. In fondo, anche le recenti terapie del dolore in uso durante gli interventi chirurgici prevedono una fase in cui si riduce la capacità della memoria a breve termine, per non avere neanche il ricordo del dolore…. eppure quel film instilla un dubbio: cancellare i ricordi ha senso?

«Beati gli smemorati, perché avranno la meglio anche sui loro errori.»

«Beati gli smemorati, perché avranno la meglio anche sui loro errori.»


Non parlo della psicanalisi né di artifizi psicologici.

Il ricordo è causa del dolore, ed è per questo che se ne promuove la rimozione. Esattamente come il dolore fisico, che viene messo a tacere con una rimozione farmacologica, così si farebbe per il dolore psicologico con un operazione fisica (manipolazione del cervello).

Del resto, non sono mai stato convinto del funzionamento della terapia puramente psicologica perché sfrutta lo stesso meccanismo (il cervello) per “curare” il cervello. Inoltre, impiega un tempo imprevedibile per funzionare (a volte si parla di anni). Come possiamo sapere se tale rimozione dell’aspetto emozionale non sia legato solo al lungo tempo passato? In altri termini, si potrebbe essere guariti a soli.

Insomma, risolvere il problema del cervello con il cervello è analogo a pretendere di tirarsi su in piedi facendo leva sui lacci delle scarpe: è impossibile, non può funzionare, e infatti non è questo il caso.

 «È un bel nome, veramente carino... significa "misericordioso", giusto? Sai, da "clemenza".»

«È un bel nome, veramente carino… significa “misericordioso”, giusto? Sai, da “clemenza”.»

La storia del film non parla della rimozione di ricordi con la psicoterapia né di tutte le memorie in via generale, ma di un ricordo in particolare.

Joel Barish e Clementine Kruczynski si incontrano per la prima volta sulla spiaggia di Montauk, e si innamorano in poco tempo. Dopo due anni si lasciano per dissidi, e Clementine si rivolge alla clinica Lacuna Inc. per far rimuovere qualsiasi ricordo di questa relazione perché le provocava grande sofferenza. Quando Joel torna da lei, ella non ricorda assolutamente nulla di lui. Anzi, è corteggiata da Patrick, un tecnico della Lacuna che ha presenziato alla sua opera di cancellazione.

Così Joel decide, anch’egli, di farsi cancellare il ricordo di Clementine per non soffrire più.

«In questo momento potrei morire Clem, io mi sento così felice. Non avevo mai provato cosa fosse la felicità. Sono esattamente dove voglio essere.»

«In questo momento potrei morire Clem, io mi sento così felice. Non avevo mai provato cosa fosse la felicità. Sono esattamente dove voglio essere.»

Tuttavia, l’operazione procede in ordine cronologico inverso: dai ricordi più recenti a quelli più lontani. Joel scopre così i momenti più vecchi e più felici, e cambia idea. Ma ormai è troppo tardi. Prima che il suo ultimo ricordo di Clementine in una casa di Montauk venga cancellato, lei dice di amarlo e di cercarla proprio là. Quel giorno è la festa di San Valentino.

«La sabbia è sopravvalutata, sono solo sassi minuscoli. Se riuscissi a incontrare qualcun'altra. Le probabilità che questo succeda sono sempre di meno visto che non sono capace di stabilire un contatto visivo con una donna che non conosco.»

«La sabbia è sopravvalutata, sono solo sassi minuscoli. Se riuscissi a incontrare qualcun’altra… le probabilità che questo succeda sono sempre di meno visto che non sono capace di stabilire un contatto visivo con una donna che non conosco.»

Così decide di non andare a lavoro, e di prendere invece un treno per Montauk, dove incontra di nuovo Clementine. Poiché entrambi ignorano l’identità dell’altro, velocemente si conoscono e cominciano una nuova relazione.

La poesia di Pope, che viene citata nel filmato, contiene secondo me un’intuizione:

Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
Infinita letizia della mente candida!
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.

La felicità, in questo contesto, è “assenza di sofferenza”, e la “mente candida” è quella che che nel titolo originale del film viene chiamata “spotless mind” cioè una mente priva di macchie, di punti neri, di ricordi dolorosi. Chissà se la “vestale” si riferisce proprio alla persona che si sottopone a tale trattamento, che può dimenticare il proprio passato, di modo che le conseguenze del mondo si dimentichino di lei?

«Sei bella.» «Joel, non mi lasciare mai.»

«Sei bella.»
«Joel, non mi lasciare mai.»

Attenzione, però. Priva di storia non significa per forza priva di capacità di avere sensazioni, e non nego a tale mente la capacità di interagire con il mondo. Inoltre, non parlo di rimozione completa dei ricordi ma solo di quelli legati al dolore. Infatti, cancellarli tutti significa cancellare anche quelli più belli e, se anche noi non ricordiamo lo stato vitale che avevamo quando li abbiamo inseriti nella nostra memoria, essi comunque ci condizionano.

«Voglio essere un grande, enorme, gigantesco elefante!»

«Voglio essere un grande, enorme, gigantesco elefante!»

Cancellandoli tutti rinunciamo a soffrire ma anche ad avere una sorta di “base” sulla quale costruire i nostri ricordi successivi. Non so se una persona priva di ricordi dolorosi potrà mai essere felice, ma potrebbe continuare a non essere infelice per una sofferenza continua, cronica. Il dolore ha una funzione chiara ma un dolore costante no, perché (sempre secondo me) travalica i limiti della sua funzione.

«Ti amo.» «Ci vediamo a Montauk.»

«Ti amo.»
«Ci vediamo a Montauk.»

A conclusione, cito un passo da un articolo de Internazionale di qualche tempo fa, molto interessante, che secondo me riepiloga bene la situazione:

In realtà non aveva alcun piano. Quando gli chiedevo cosa avrebbe fatto il giorno successivo, rispondeva, “Qualsiasi cosa sia positiva.” Punto. Non era in grado di creare un futuro e non fu mai in grado di realizzare i suoi sogni, perché non ne aveva.




Marco Spedaletti

Informazioni su spotlessmind1975

Progettista, analista e sviluppatore, ho ideato e gestito soluzioni innovative per clienti di primaria importanza, privati e istituzionali, utilizzando diverse tecniche e linguaggi di programmazione. Attualmente sono consulente per la stesura di offerte tecniche mirate, e libero professionista orientato alla soluzione di problemi attraverso l’utilizzo dei computer (Software Problem Solver).