Viaggio semiserio, da Torvajanica ad Honolulu


ATTENZIONE!
Quella che segue è un’opera di fantasia: sebbene le persone e i fatti citati siano effettivamente avvenuti, non vi è documento storico che attesti che Pietro Mascagni sia mai stato a Torvajanica. Il fatto che mi ci sia trovato qualche giorno fa, e che sia stato ispirato dal mare e dal mio viaggio di nozze, è puramente voluto!

Era il 1895. Da poco Marconi era riuscito a trasmettere un messaggio via radio nei pressi di Bologna ed era scoppiato il caso Dreyfuss sulle prime pagine dei giornali. Non si parlava d’altro che di queste cose.

Pietro Mascagni aveva superato, dopo qualche giorno di calesse da Roma, Torre del Vajanico e siccome quella giornata stava volgendo al termine, decise di fermare i cavalli per ammirare il panorama, prima di ritirarsi in una locanda che aveva incrociato pochi minuti prima.

... dinnanzi a Torre del Vajatico...

… dinnanzi a Torre del Vajatico…

Scendendo dal calesse sentiva nelle orecchie ancora il frastuono del successo della sua prima opera, Cavalleria rusticana. Qui, lontano dal degrado di una Roma che ancora non si era ripresa del tutto dalla corruzione del Papato, cercava ispirazione per un’opera che rimanesse nei secoli.

Ascoltando le onde infrangersi, chiuse gli occhi e si immaginò un duello tra cavalieri. Si chinò e prese tra le mani un po’ di sabbia. La vide con gli occhi della mente scorrere tra le dita, il fruscio che creava una serie di strane figure nella sua mente, che apparivano e scomparivano.

... chiudendo gli occhi, ascoltò la musica delle onde...

… chiudendo gli occhi, ascoltò la musica delle onde…

Aprì gli occhi ed osservò le onde infrangersi sul bagnasciuga, e nella sua mente il protagonista del duello che cade nella sabbia, e rimane a terra. Ancora alcuni istanti in cui la sabbia finisce e gli appaiono ancora le figure spettrali. “Un sogno,” pensò, “ecco; è tutto quello che serve per la mia opera!”.

Chiuse di nuovo gli occhi…

… e Judy li aprì mentre le sistemavano l’acconciatura, perché non poteva credere alle sue orecchie. L’avevano presa! L’avevano presa!

Un nuovo film. Un film fantastico.

Aveva rischiato di dover recitare in un altro film serio, ma per fortuna non era andata così.

... l'avevano scelta per la sua voce ...

… l’avevano scelta per la sua voce …

Poi, le piaceva quando gli adulti la prendevano sul serio per la sua voce, invece di continuare a sceglierla per la capacità di recitare. “Tutti sanno recitare,” si diceva, “e molti sono figli d’arte, ma la mia voce è la più bella. Che invidiose le altre attrici, che non sanno cantare!”.

Pensando questo si riferiva a Shirley Temple, che a quell’epoca andava per la maggiore. Judy Garland aveva sedici anni quando iniziarono le riprese de Il Mago di Oz, nel 1938, ma era già una attrice di grande esperienza… e avrebbe dovuto recitare la parte di una bambina! Proprio così!!

Successe così che, mentre cantava davanti alla cinepresa…

… fu preso dallo sconforto: – non è meglio partire da questo brano, e poi spaziare? Non sarebbe meglio un medley?

Israel parlava al suo impresario, cercando di fargli capire che non se la sentiva di fare una cover. Lui è un autore, un autore hawaiano, e quando era più giovane aveva fatto una promessa ai suoi genitori: la sua musica avrebbe suonato a favore dei diritti hawaiani e per l’indipendenza delle Hawaii. La sua vita avrebbe avuto uno scopo, non solo divertire gli statunitensi.

– IZ, ti prego, non ricominciare…! Se vuoi possiamo vedere di cambiare arrangiamento…
– No, – lo interruppe, la sua voce più alta di un semitono. – Non intendo cambiare l’arrangiamento: intendo trasformare questa canzone in un qualcosa che superi anche la durata della mia vita, un’opera che rimanga nei secoli!

E, così dicendo, prese in mano l’ukulele e iniziò a suonare:


Marco Spedaletti

Informazioni su spotlessmind1975

Progettista, analista e sviluppatore, ho ideato e gestito soluzioni innovative per clienti di primaria importanza, privati e istituzionali, utilizzando diverse tecniche e linguaggi di programmazione. Attualmente sono consulente per la stesura di offerte tecniche mirate, e libero professionista orientato alla soluzione di problemi attraverso l’utilizzo dei computer (Software Problem Solver).