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Chi è normale: chi vede come stanno davvero le cose, per quanto assurde possano sembrare, o chi si limita all’apparenza e non rischia di andare oltre con il proprio sguardo?

Sarei proprio curioso di leggerlo...

Sarei proprio curioso di leggerlo…

Un quesito che ti assale spesso quando vedi l’insensatezza di molte delle cose che accadono, e per le quali cerchi una risposta razionale e ragionevole e scopri, ben presto, che devi guardare oltre.

Una domanda che ti sorge anche quando assisti alla proiezione di Donnie Darko. Questo, fin dalle prime battute, si pone a metà tra la fantascienza e la sociologia.

Una feroce critica agli States di oggi.

Una feroce critica all’ignoranza di oggi.

Raccontarvi la trama è un esercizio di pazienza simile al cercare di sbrogliare una matassa di fili (anche temporali). Non ci proverò neanche. Vi lascio, invece, volentieri al dipanarsi della storia attraverso lo scorrere dei fotogrammi.

Però non lasciatevi ingannare… la continuità temporale non è garantita!

"Ci sono delle persone che nascono con la tragedia nel sangue."

“Ci sono delle persone che nascono con la tragedia nel sangue.”

Anche se rimarrete avviluppati nei fili della storia sin dall’inizio, non dovete perdervi il finale che esprime in pieno il vero fascino di questo film.

Come il sottoscritto anche voi elaborerete presto una vostra personale teoria per dare un senso a questo film. Non cercate di condividerla con il regista, perché questi le ha rifiutate tutte.

Nessuna è più giusta o più sbagliata delle altre.

Il vero nome di Donnie è Donald.

Il vero nome di Donnie è Donald.

Vi consiglio, tuttavia, di non perdere di vista il senso più profondo: la dissociazione.

Una separazione interiore (all’interno del protagonista) ma con risvolti nel mondo esterno. La pellicola è fatta di momenti luminosi (che sembrano finti) e momenti tenebrosi (che sembrano fin troppo veri). Il regista vi inganna quando vi mostra la personalità alternativa di Donnie, distruttiva e grandiosa, perché quella è la proiezione di Donnie in uno dei due momenti.

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28 giorni, 6 ore, 42 minuti, 12 secondi

In ognuno di noi, in fondo, coesiste luce e oscurità.

Il film è quindi, prima di tutto, una critica alla società statunitense contemporanea, bacchettona e sessuofoba. Una società che cerca di difendere la morale attraverso l’apparenza, che cura i prati e le facciate di case pulite e perfette, come se fossero la dimostrazione del buono che vi abita.

Invece, in questo universo immaginario ma fin troppo reale, troviamo un terapeuta religioso che predica l’amore e si rivela uno dei peggiori pervertiti; l’insegnante che si batte per la censura dei libri pericolosi perché lei non ne sopporta il suono delle parole; e poi, una carrellata di nevrotici, perversi, vittime di una violenza domestica molto diffusa. Insomma, tutta quella parte di umanità che i film USA, di solito, coprono per non rovinare i loro happy end.

Sarà stato Donnie?

Sarà stato Donnie?

Se in questa realtà folle Donnie si comportasse da persona normale sarebbe ancora più folle.

Quindi lui è ufficialmente malato: è schizofrenico, assume pasticche e segue una terapia di sostegno. Ha anche l’indispensabile “amico immaginario”, che tra l’altro continua con insistenza a dare l’orario della fine del mondo.

Eppure, a ben vedere, non è malato.
E’ solo incastrato in un flusso che lui stesso non riesce a dipanare o a comprendere.
Vede la realtà delle cose ma, quando la esprime, viene preso per pazzo.

Un monologo interessante,

Un monologo interessante,

Se avrete la pazienza di arrivare alla fine della proiezione scoprirete che c’è un senso nelle “visioni” di Donnie, che potrete anche voi tornare indietro nel tempo e scoprire che, in fondo, Donnie era normalissimo ma è tutta questa società ad essere malata, quando viene vissuta senza aver ben compreso in che direzione sta andando l’Universo…

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Marco Spedaletti

Informazioni su spotlessmind1975

Progettista, analista e sviluppatore, ho ideato e gestito soluzioni innovative per clienti di primaria importanza, privati e istituzionali, utilizzando diverse tecniche e linguaggi di programmazione. Attualmente sono consulente per la stesura di offerte tecniche mirate, e libero professionista orientato alla soluzione di problemi attraverso l’utilizzo dei computer (Software Problem Solver).