Sogno dentro al sogno 1




Premetto che sono sempre stato interessato a Lamu, per la sua leggerezza e la capacità di ribaltare i modelli culturali del Giappone. Tuttavia, quando ho visto Lamu Beautiful Dreamer l’ho trovato diverso dalle classiche puntate: dall’inquietante atmosfera per arrivare al tema, surreale, e al fatto che i personaggi hanno consapevolezza che c’è qualcosa che non va


una festa scolastica... particolare!

una festa scolastica… particolare!

La trama di questo anime si dipana a partire da un evento normalissimo: la preparazione della festa scolastica da parte dei protagonisti dell’anime. A partire da quell’evento, tutti si ritrovano costretti a vivere continuamente la stessa giornata. In realtà, la storia fa riferimento al mito di Momotarō.

«A proposito, signorina, lei conosce la storia di Tarō Urashima?» «Sì, e mi sembra di essere lui, adesso...»

«A proposito, signorina, lei conosce la storia di Tarō Urashima?» «Sì, e mi sembra di essere lui, adesso…»

Questi, una volta cresciuto, lasciò la famiglia per andare ad affrontare gli oni, sorta di orchi che vivevano nell’isola di Onigashima; lungo la strada incontrò un cane, una scimmia e un fagiano, che accettarono di aiutarlo nella sua missione.

Insieme ai suoi amici animali, Momotarō penetrò nel forte di Ura, sconfisse il capo degli oni e sottrasse alle creature il prezioso bottino, grazie al quale la sua famiglia e i suoi nuovi amici poterono vivere per sempre negli agi, senza mai invecchiare e rivivendo sempre nello stesso modo, tutti i giorni, senza che mai cambiasse nulla.

«... ma lasciare che una casa si riduca così, non è normale!» «Sakura, mi sta capitando una cosa che non capisco...»

«… ma lasciare che una casa si riduca così, non è normale!» «Sakura, mi sta capitando una cosa che non capisco…»

Finito l’excursus nella cultura nipponica, riprendiamo la visione dell’anime nel quale si trovano tanto mistero quanto tristezza: abbastanza fuori tema, per il tono della serie televisiva, ma tutto sommato mai insolito per i protagonisti. In fondo, non sono le scene surreali ad aver reso famosa la serie?

La vera protagonista è la iperattiva Lamù, che è l’unica a trovarsi a proprio agio in questa pellicola.

«... ma da quando ho visto quell'immagine agghiacciante della mia città... sul dorso di una tartaruga... la mia vita è cambiata completamente... »

«… ma da quando ho visto quell’immagine agghiacciante della mia città… sul dorso di una tartaruga… la mia vita è cambiata completamente… »

Del resto, è come se il regista / sceneggiatore avesse voluto stimolare riflessioni sul confine tra realtà e sogno: è vero, abbiamo dei personaggi che richiamano l’opera originale, ma dietro la loro simpatia si nasconde l’ansia di sapere perché continuano a rivivere lo stesso giorno, perché il loro mondo è così limitato e spopolato, perché tornano sempre nel loro liceo e perché il liceo d’un tratto è cresciuto di un piano.

Anche se il loro tentativo sembra destinato a infrangersi contro l’apparente non sense della situazione, l’atmosfera rimane malinconica: i protagonisti cercano di divertirsi e distrarsi, in un mondo che sembra priva di uno scopo e, allo stesso tempo, consumarsi ogni giorno e ogni giorno perdere un pezzo, e un personaggio.

«... certo, lei è una ragazza dello spazio... »

«… certo, lei è una ragazza dello spazio… »

Vivono finte esistenze in un mondo finto, e reso ancor più finto a causa di questa situazione. Insomma, è una vera e propria opera d’arte filosofica: è un vero peccato che i fan giapponesi (e la stessa Rumiko Takahashi, l’autrice del manga) l’abbiano rinnegata!


Marco Spedaletti

Informazioni su spotlessmind1975

Progettista, analista e sviluppatore, ho ideato e gestito soluzioni innovative per clienti di primaria importanza, privati e istituzionali, utilizzando diverse tecniche e linguaggi di programmazione. Attualmente sono consulente per la stesura di offerte tecniche mirate, e libero professionista orientato alla soluzione di problemi attraverso l’utilizzo dei computer (Software Problem Solver).